





| Ecco a voi Denis: «Lotta per la squadra, prende palla e fa gol» |
| Domenica 06 Luglio 2008 16:35 |
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«Diretto', ma com'è 'sto Denis?». E Marino, al tifoso che sbandiera i 1.400 km sul groppone: «Guagliò, ma pecché vuo' sape' la fine del film quando ancora non s'è aperto il cinema? ».
Non è solo una battuta a margine dell'allenamento, è la grande attesa che circonda «El tanque», che spinge 30 tifosi ad abbracciarlo, a farsi fotografare, a chiedere autografi, a informarsi come fosse già uno di famiglia tanto da chiedergli: «Come stai?». «Sto bene, grazie. Ho sentito anche "El pocho" — dice a chi lo pressa — e con la famiglia sono in contatto col computer, con Messenger. Mi raccontano dei bambini: Mattias e Malena. Li vedrò presto. Sto bene qui, grazie al Napoli»... Denis e la riconoscenza. Appena arrivato in Italia, German ha chiesto di salutare De Falco (ex d.s. del Cesena e ora della Triestina) e la moglie Antonella. Fu praticamente lei che aiutò a partorire Natalia Denis negli anni di Cesena. «Avevano poco più di 18 anni, trovarono l'inverno rigidissimo del nord e le paure del primo figlio in arrivo lontanissimi da casa — raccontano i De Falco —. German e Natalia sono ragazzi semplici, puliti dentro. Dovete dargli tempo. Per il fisico che ha, impiega un po' di tempo per essere al top. Con noi fece 3 gol stupendi in 3 gare da titolare. Non è una punta che può partire dalla panchina. Sa lottare per la squadra, non è l'egoista che aspetta palla e non ritorna. Nella C1 italiana, 19enne, non esplose, ma mai ho smesso di credere in lui». Gazzetta dello sport.
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