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Novellino: "Tra Ronaldinho ed Hamsik scelgo Hamsik..."
Martedì 26 Agosto 2008 09:40
Per la prima volta spettatore. Per la prima volta dopo 15 anni di carriera senza mai un'assenza, Walter Novellino resta ai box del campionato. È dura, Novellino? «È terribile. Una brutta sensazione. Non l'avevo mai provata. Dentro ho tanta rabbia e tanta voglia di ricominciare». Già, ma in attesa del ritorno che farà? «Andrò in tv. Farò il commentatore per La7. Una bella esperienza, ma li ho già avvisati: appena trovo una squadra li ringrazio e scappo». E allora da esperto che per il momento guarda il calcio da lontano, che campionato sarà quello che prenderà il via tra sette giorni? «Equilibrato. Sia per i primi posti che per quella zona di classifica nella quale si lotta per non perdere la A»... Per lo scudetto le solite squadre o il gruppo può allargarsi? «Le solite quattro. Inter, Milan, Juve e Roma restano per me le candidate allo scudetto. Rispetto alle altre hanno qualcosa o molto in più». Troppa diplomazia. Un vero commentatore deve sapersi anche sbilanciare: tra le quattro chi è la sua favorita? «Dico Milan. Perché rispetto alle altre non avrà il peso, la pressione della Champions e nonostante l'Uefa potrà concentrarsi di più sul campionato». Quattro squadre. E poi? «La Fiorentina. Ha messo Gilardino accanto a Mutu e ha preso Vargas. Può sorprendere tutti, ne ha le qualità. E poi...» C'è dell'altro? «C'è il Napoli. Mi aspetto una conferma e mi sbilancio ancora: può fare meglio dell'ottavo posto della stagione scorsa. Vedrà, saprà inserirsi anche stavolta nel gruppo delle grandi». Il Napoli è più forte rispetto a un anno fa? «Non v'è dubbio. Al gruppo dell'anno scorso ha aggiunto ragazzi di qualità e anche d'esperienza». Pensa a Maggio? «Anche a Denis e a Rinaudo. Maggio, però, lo conosco meglio. È bravo. Se capirà che Napoli è una grande piazza e che per lui questa è una irripetibile occasione diventerà un protagonista». Quale squadra, invece, le desta più curiosità? «Sono due: Bologna e Genoa. Hanno fatto la rivoluzione. Sarà interessante seguire la loro stagione»? C'è anche chi ha cambiato poco nulla. «Il Cagliari e il Chievo, certo. Hanno cambiato i portieri e nessun altro. Una scommessa forte sul passato». Novità. Forse la più grande non è una squadra ma un allenatore: Mourinho. Capello ha detto che uno come lui in Italia non può insegnare nulla. Lei è d'accordo? «Per niente. Credo che contro Mourinho si sia scatenata un po' d'invidia. A me piace. Al di là del suo valore come allenatore, penso possa insegnare come avere un buon rapporto con i giocatori. Se gli vogliono sempre bene tutti dev'esserci pure una ragione, no?» Ronaldinho. Tornerà il fenomeno che è stato? «Penso di sì. E poi è andato al Milan, un club di grande equilibrio che sa recuperare bene i calciatori». Ma tra Ronaldinho e un giovane talento le chi preferirebbe in squadra? «Se per talento intendiamo ad esempio Hamsik, ebbene, non avrei dubbi: preferirei Hamsik. È giovane, bravissimo, in campo è anche armato di sana cattiveria. Insomma, è un talento vero. E a lavorare coi talenti ti diverti e vinci pure». Dovesse puntare su un giovane su chi punterebbe? «Facile, su Giovinco. Salta l'uomo, va in profondità non ci pensa due volte se può tirare in porta. Vedrete, questo campionato lo consacrerà campione».(il mattino)
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