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Russotto: «Napoli, il mio idolo è Lavezzi»
Giovedì 17 Luglio 2008 09:56
Lavezzi, Maradona e Verdone. E Andrea Russotto che non sta nella pelle: «Spero di firmare al più presto: ho già trovato l'accordo, mi dicono che è quasi fatta». Eh sì, il fantasista che il Napoli ha praticamente ingaggiato dal Bellinzona — in prestito oneroso con diritto di riscatto — non vede l'ora di arrivare in città.
Per tre motivi: «Perché Napoli è un sogno. Perché essere il vice Lavezzi sarebbe stupendo. E perché voglio conoscere Verdone. Amo il cinema e lui è il mio idolo ». Capito presidente De Laurentiis?
Salve, Napoli. Russotto si presenta così, con l'accento romano in bella mostra, il curriculum pieno di Nazionali giovanili e una voglia matta di vestire l'azzurro. Prospettiva accolta con un entusiasmo tale da smorzare l'inevitabile tensione delle convocazioni per i Giochi di Pechino...

Andrea, attualmente a Coverciano in ritiro con l'Olimpica di Casiraghi, è in attesa di notizie dal c.t.: «Se non dovessi fare parte dei 18 convocati non sarebbe un dramma: sono giovane, è stata comunque un'esperienza fantastica», dice il 20enne giocatore di Fonte Nuova, comune di 23.000 abitanti a 18 chilometri da Roma.

Per il Napoli, invece, la sua convocazione sarebbe un vanto e una beffa: Lavezzi e il suo vice all'Olimpiade. Che storia.

Lo fa sorridere, invece, l'idea dell'etichetta già appiccicata sull'armadietto: "Io il vice Lavezzi? Mi lusinga, sarebbe straordinario giocare al suo posto quando non c'è: lui, però, è un grande campione, ha dimostrato tanto e io niente». Somiglianze?

«Abbiamo caratteristiche abbastanza simili, siamo due brevilinei che amano puntare l'uomo». L'altezza è pressoché identica: 173 centimetri l'argentino, 174 Andrea. Che, poi, segna il primo gol:

«A chi m'ispiro? A Lavezzi». E nel cuore c'è Diego: «Ho conosciuto la storia del Napoli guardando i dvd di Maradona: li ho collezionati e guardati tutti. Il San Paolo è la più grande emozione per un calciatore. Spero proprio di non deludere il popolo azzurro ».

Napoli Dei giocatori napoletani conosce Pià e Amodio, compagni al Treviso, e Santacroce, collega di Under 21: «Lo chiamerò per un po' di informazioni: Nocerino mi ha detto di andare a vivere a Posillipo, ma non so neanche dove sia. Ho visitato la Reggia di Caserta da piccolo, null'altro».

Diploma di ragioneria, una sorella di 25 anni, una madre casalinga, un cugino che milita nella Cisco Roma (Proietti) e un padre ex calciatore: «Ha giocato anche in Inghilterra. Oggi ha un bar ai Parioli».

Genitori importanti nella sua vita: ai tempi del vivaio della Lazio gli consigliarono il trasferimento in Svizzera, al Bellinzona, dopo un caso equivoco da lui stesso denunciato («Un dirigente mi disse che se non mi fossi legato alla Gea non avrei potuto avere una carriera importante », raccontò).

Le parentesi della Cisco e del Treviso, tra il 2005 e il 2007, lo hanno invece lanciato in orbita. «Aspettiamo la firma. Ma sono fiducioso». Oggi parteciperà a Ravenna ai funerali di Gionata Mingozzi, compagno del Treviso deceduto in un incidente stradale. Gazzetta dello Sport.
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